Piccola…

Piccola, così tenera e insicura
hai bussato alla porta della vita
e magicamente ti ha aperto
senza opporre resistenza…

E così hai trovato
il vento che scombinava i tuoi pensieri,
i tuoi sogni e le tue promesse,
trasformandoli in un attimo

in paure e rimorsi,
in schiaffi e dolori;
senza avvertirti che tutte queste prove
sarebbero state solo l’inizio!

L’inizio, però, di quel mondo
che da sempre ti circonda
e che da sempre ti ha accompagnato
in un tortuoso percorso che si chiama “vita”!

“Vivere” non è solo soffrire!
E “Vivere” non è solo gioire…
“Vivere” è… vivere!
E’ sentire ogni attimo che passa sulle proprie spalle!

Oggi c’è qualcuno che ti ha sconvolto
e domani ci sarà qualcuno che ti cullerà;
ieri c’era qualcuno che ti ha sorretto
e per sempre ci sarò io

che ti dirò sempre e comunque
tutto quello che ho da dirti,
scavando nei tuoi occhi,
accarezzando il tuo corpo,

soffiando nella tua aria
e cingendo il tuo petto…
In qualsiasi modo ci sarò
per dirti solo la cruda verità…

Ciao Silvia…

Ciao angelo

Se mai avesse un senso tutto questo, ti prego… spiegamelo!

Spiegami perché a trentaquattro anni hai deciso di andartene!
Spiegami perché mi hai salutato così, cosa volevi dirmi?
O forse tutto quello che volevi dirmi me l’hai detto con quelle tre parole??
E se anche fosse così, hai il mio numero di telefono: dovevi dirmele a voce quelle tre parole!

Avrei capito?
Avrei intuito?
Avrei fatto finta di nulla?

Chissà… ma almeno ti avrei sentito per l’ultima volta…

E invece ora mi rimbomba nella testa la tua “porca risata”… chi se ne frega di cosa pensano gli altri! Chi ti ha conosciuto sa bene cosa vuol dire questo!

Ciao angelo mio. Ora potrai ridere quanto vuoi, potrai guardarmi mentre ti dedico tutto il casino che posso fare quaggiù…

Ciao Silvietta…

Godere di noi…

Chissà se almeno stanotte
avrai capito quanto ti ho desiderato,
quanto la voglia di te ha pervaso
i miei sogni più intensi…

Ho affidato ad un gabbiano solitario
che librava danzando alla luna
la mia voglia forsennata di te
e di quel tuo godermi immenso

che ancora una volta, senza una ragione
apparente e forse certa nel tempo,
ha scritto le solenni invocazioni
nell’aria di un’ennesima notte di primavera.

Per quanto ancora troverai la forza
di raccontare una bugia al tuo desiderio,
alla tua intensa emozione
dicendo loro che è meglio così…

Siano come muse Moire,
del tuo intenso pensiero,
o del messaggio di Hypnos se le tue membra
volgi al riposo quotidiano!

Quanto a me è bastato incontrare
le forze di Bastet felina egizia…
ogni volta che cerco di annientare
la voglia intensa che ho di te!

E oggi ancora un giorno,
e ancora tanti tramonti saranno
dinanzi ai nostri occhi
che immersi nell’orizzonte

cercheranno i nostri brividi,
gusteranno la nostra gioia,
sapranno quanto è sublime
godere di noi!

Corri, tempo!

Vorrei per una volta frenare il tempo
e fissare nella tua mente quel momento
in cui i nostri sensi hanno difeso
a spada tratta un istante di umana passione!

Sarebbe impossibile contare tutti i brividi
che in quell’attimo hanno pervaso
ogni spazio più recondito e protetto
della tua pelle candida e profumata…

Hai lasciato l’odore della tua passione
sul mio cuscino, e nel silenzio di un abbraccio
hai levigato la mia anima
ebbra del tuo sapore inconfondibile!

Hai bevuto dalle mie labbra,
hai respirato la mia aria,
e dal mio corpo hai rubato un sussulto
che sembrava un terremoto!

E poi sei corsa via… con il vento
caldo e intenso che soffia da Ghibli
verso nuovi lidi di razionalità
che ai più chiami “normale”!

Ma la passione non è “normale”,
e l’intesa non è “ragione”:
puoi far finta di nulla non appena
restituisco la libertà al cronometro…

Tanto in quel momento, in quell’attimo,
in quell’istante inesistente ed eterno,
sei stata, sei, e sarai
mia!

Ed ora respiro…

Vai, tempo… corri!

Vento di Maggio…

Hai sentito il vento?
Ieri portava il tuo profumo
al mio viso, cosparso
di stupore e di ricordi

che incupivano ed istoriavano
la mia pelle prima arida
e poi umida e salata
dalle calde lacrime primaverili.

Perché non ascoltare
la voce del vento
che ulula fra i pini e gli aceri
e i lunghi cipressi

ed accompagna alla danza
i petali delle rose
già sbocciate da tempo
nel mese degli sposi…

Quando soffia impetuoso
e m’abbraccia caldo
non posso far altro che
porgere l’altra guancia:

offrirgli il mio capo
dapprima chino e buio,
affinché i rivoli di pietà
e di umana virtù

siano asciugati nel silenzio
d’un soffio vitale, d’un alito divino
che giorno dopo giorno
scolpisce e scava la roccia del mio cuore.

Fin quando non capirai
che ogni mio brivido di passione
proviene da questo cuore provato,
non potrai vedere altro

che un facile desiderio
di follia del corpo,
senza più senso o ragione
d’esistere nell’anima.

Non sarò il tuo dubbio
o la tua certezza,
non posso essere
la tua confusione!

Sarò solo la forza
dei tuoi brividi assieme ai miei!
Consumati nel profondo
di un infinito momento di nostra follia!

 

Role Playing

Strano e confuso,
o forse insoddisfatto
ma ancora impago
di qualcosa che manca

ad un animo che ricorda
e ripensa e ripete
parola per parola
tutto quello che ci siamo detti!

Mesi di follia, giorni di passione,
ore di sguardi e minuti di discorsi…
il tempo è inarrestabile e
scorre sul nostro capo

tutt’altro che chino
di fronte a cotanta virtù,
e desiderio inatteso
di graffiare ancora!

E’ quello che sento
entro le mie vene,
che pulsano come al tripudio
della nostra folle intesa:

non basta una sensazione,
non si ferma il ricordo
in un ruolo assurdo che ci vede
come due protagonisti rivali

e anche avventurieri
nella stessa strategia!
Al lancio dei dadi muovo la mia pedina
di una sola casella

e ti aspetto lì,
e faccio spazio
nel quadrato del tavolo di gioco
che ora ricomincia

non come la rivincita
poiché io non ho vinto
e tu non hai perso,
ma ora la mano è la tua!

E quando mi raggiungerai
sarà di nuovo un altro
passo strategico…

A te la mossa!

Il Sole!

Il sole ti ha baciato!
Ha sfiorato le tue labbra
ancora e di nuovo,
e non sazio ha proseguito

toccando la tua pelle
ancora umida e fresca,
lambita solamente
dal mare calmo della riva.

Fra mille frastuoni
di parole e note,
discorsi e canzoni,
all’eco del ricordo

è affidato il concerto
del tuo fiato, che infuria
dal tuo petto sovrano
e giunge impavido

alla mia memoria,
e alla mia anima;
e nutre quel desiderio
assurdo e impagabile…

di essere Sole!

Nuova pioggia

Nel silenzio più profondo
ogni pensiero diventa una
nube grigia di temporale
 
mossa solamente da un vento
intriso di odore selvatico che
ha già solcato mari e monti.
 
Ad ogni suo passo rimango
intento a mirar ancora più lontano…
posso scorgerti laggiù?
 
Intanto la nube è già sopra di me:
un nuovo lampo scorre
come luce senza meta
 
e porta con se il
rumore assordante,
cupo e grave del tuono.
 
Ancora non piove ma
tutto è già bagnato…
ogni lacrima è nuova pioggia!

Desiderio Infinito!

I fiori gialli che simbolo furono
e sono e saranno della femminilità
hanno anche oggi un profumo
che confonde i miei pensieri:

li porta lontano, in un campo primaverile
dove ogni stelo d’erba ancora verde
sa di soffice carezza nei tuoi capelli
e di tenero sorriso dalle tue labbra.

La brezza incalza, mi giostra,
e ancora m’abbraccia
in questo insano pensiero
d’averti stretta a me!

Per quanto tempo non so,
perché non son capace di sognare
nel tempo e nello spazio
e nelle dimensioni di questo corpo!

Sono capace solamente di volere
che ogni stelo di questo fiore
sia la forza e la virtù del desiderio
infinito e intenso di te!

 La Mimosa d\'Acacia

Sognarti all’infinito!

Mille gocce di pioggia
sono cadute stanotte,
e volean tutte bagnare
il mio capo chino

ricurvo sul folle pensiero
d’averti per un momento,
intensamente mia come non sei
e come non sarai forse mai.

D’un sogno apparso ai miei occhi,
ancora spalancati e increduli
dalla fulgida luce di una saetta
che ha squarciato il fondo nero,

sei ragione e virtù, verità e illusione,
presente e ricordo, lecito e insano!
Memento audere semper: è il consiglio
di colui che porta il nome d’un angelo;

e se questo fosse il consiglio
dettato dalla voce di un angelo,
avrebbe più impeto e più ragione con
Audaces fortuna iuvat!

Ora l’audacia mi pulsa, e treman
le mie membra al solo ricordo
di ogni volta che ti ho cercata,
osservata, ammirata…

Osare sempre, all’infinito,
finché le forze non mi tolgono il respiro…
Osare sempre, ad libitum,
e continuare a sognarti!