Hai sentito il vento?
Ieri portava il tuo profumo
al mio viso, cosparso
di stupore e di ricordi
che incupivano ed istoriavano
la mia pelle prima arida
e poi umida e salata
dalle calde lacrime primaverili.
Perché non ascoltare
la voce del vento
che ulula fra i pini e gli aceri
e i lunghi cipressi
ed accompagna alla danza
i petali delle rose
già sbocciate da tempo
nel mese degli sposi…
Quando soffia impetuoso
e m’abbraccia caldo
non posso far altro che
porgere l’altra guancia:
offrirgli il mio capo
dapprima chino e buio,
affinché i rivoli di pietà
e di umana virtù
siano asciugati nel silenzio
d’un soffio vitale, d’un alito divino
che giorno dopo giorno
scolpisce e scava la roccia del mio cuore.
Fin quando non capirai
che ogni mio brivido di passione
proviene da questo cuore provato,
non potrai vedere altro
che un facile desiderio
di follia del corpo,
senza più senso o ragione
d’esistere nell’anima.
Non sarò il tuo dubbio
o la tua certezza,
non posso essere
la tua confusione!
Sarò solo la forza
dei tuoi brividi assieme ai miei!
Consumati nel profondo
di un infinito momento di nostra follia!
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